Da "La musica in eredità"

I 170 ANNI DELL'ISTITUTO MUSICALE "LUIGI BOCCHERINI" 

1842 - 2012

"Un buen sastre es el que ..."



Lo studente
Era il 1972 quando, accompagnato da mio padre, per la prima volta varcai la soglia ed entrai all'interno dell'Istituto Musicale "L. Boccherini". Allora non sapevo che avrei trascorso gran parte della mia vita dentro a quelle mura. Ero un bambino naturalmente emozionato e affascinato da quel luogo, dal quale provenivano mille e mille suoni che sembravano uscire ... direttamente dalle pareti. Alcuni di questi suoni mi erano familiari, essendo cresciuto in casa di un musicista eclettico che possedeva e suonava decine di strumenti. Ma altri stimolavano non poco la mia curiosità, che mi spingeva verso i lunghi corridoi.

Avrei, di lì a poco, iniziato a interpretare il mio ruolo di studente all'interno della scuola di Oboe del M° Pietro Galli. Ricordo i miei primi insegnanti con un sentimento d'affetto e di riconoscenza per avermi accompagnato nel cammino verso il mio futuro: le lezioni di Teoria con Renzo Gori, di Armonia con Maria Caltabiano, di Storia con Alberto Cavalli. Ma fare musica con gli altri studenti e condividere con loro questa esperienza è stato altrettanto importante per acquisire un bagaglio che mi sarebbe servito in tutta la mia vita professionale, e non solo.

Il ricordo che mi è più caro e conservo nel mio cuore è quello legato alla mia insegnante di Pianoforte, che per me non è stata soltanto una preziosa fonte di sapere, ma soprattutto colei che mi ha tenuto per mano quando era utile, rimproverato quando era giusto, confortato quando era necessario: Rossana Bottai.

Rossana è stata titolare della cattedra di Pianoforte principale presso l'Istituto dal 1962 al 1990. Io ho avuto il privilegio di formarmi alla sua Scuola Pianistica, e questo è stato determinante per tutta la mia carriera. Innumerevoli gli episodi nei quali mostrava tutto il suo talento pianistico: bastava che si sedesse alla tastiera per illuminarti sul contenuto della partitura che ti stava di fronte. Assistere alle lezioni dei miei compagni, era altresì l'occasione per riconoscere anche la sua predisposizione verso la didattica: essere testimone di come fosse particolarmente sensibile e naturalmente capace a suggerire a ogni studente i consigli più idonei alla risoluzione delle difficoltà, ha significato creare delle importanti fondamenta del mio modo di svolgere la stessa professione.

Appena qualche anno fa, dopo la sua scomparsa, ho chiesto che l'aula dove seguo i miei allievi fosse intitolata a Lei. Adesso sulla parete accanto alla porta c'è una targa che porta il suo nome.


Il Docente
Da oramai quasi trent'anni sono insegnante di Pianoforte principale presso lo stesso Istituto, e nella mia normale attività didattica posso attingere al patrimonio che ho acquisito e che quotidianamente arricchisco grazie ai giovani che mi accompagnano in questa fase della vita.

Ogni anno ci sono nuovi studenti che vengono ammessi e prendono il posto di altri che hanno concluso la loro esperienza. Questo continuo avvicendarsi di persone e di storie, mi spinge a riflettere sul ruolo che sono adesso tenuto a interpretare. La responsabilità che sento nel trascorrere tanto tempo accanto a ragazzi che si formeranno anche secondo gli esempi, i principi e le richieste a cui li sottopongo, spesso mi spinge a domandarmi se davvero ho fatto la cosa più giusta e più utile per ognuno di loro.

Non poche volte è accaduto che un bambino o una bambina di 9 anni abbia svolto il Corso decennale per intero e sia cresciuto e divenuto uomo o donna accanto a me. E spesso il nostro rapporto non è terminato con la conclusione del Corso stesso, ma si è trasformato in un'altra cosa.

Qualche anno fa ho pensato di creare una sorta di "Circolo dei Poeti estinti"al quale si viene ammessidopo la conclusione degli Studi tradizionali. Nell'arco dell'anno ci incontriamo più volte per ricordare i momenti intensi vissuti insieme, i saggi, gli esami, i concerti, e questo è particolarmente gratificante. E condividiamo naturalmente le storie personali che ognuno di noi affronta nella propria vita. Molte volte mi hanno fatto e mi fanno partecipe delle loro gioie e delle loro tristezze.

Alcuni di questi hanno fatto della musica la loro professione principale. Altri, anche se impegnati in attività diverse, hanno ritagliato uno spazio della loro vita quotidiana alla musica: e sono insegnanti e musicisti.

Quello che oggi posso rilevare con certezza è che ognuno di questi ragazzi ha vissuto e si è formato attraverso un'esperienza unica. Gli adulti di oggi portano con sé una ricchezza che è sempre visibile, non solo sul piano culturale ma anche su quello umano. La loro sensibilità, la loro mente e il loro modo di vedere le cose è senz'altro diverso da chi non ha avuto la fortuna di vivere tutto questo. E tutto ciò anche per l'impegno profuso nello svolgere il percorso all'interno dell'Istituto, contemporaneamente a quello speso per un'altra scuola, liceo o università.

Il riordino dell'Istruzione Musicale in Italia limiterà forse nel mio futuro l'esperienza passata, vissuta con tanti fanciulli: adesso la maggior parte dei giovani che sono ammessi seguono il Corso Accademico (Laurea) di Primo o di Secondo livello. Ragazzi più grandi quindi, con i quali è altrettanto bello scoprire nuove prospettive e nuovi orizzonti nel linguaggio universale della Musica.

Mi sento in dovere di esprimere un ringraziamento a tutti quelli che hanno seguito i miei Corsi, a quelli che li stanno seguendo e a quelli chi li seguiranno in futuro presso l'Istituto Musicale L. Boccherini, riportando lo scritto che uno di questi allievi mi ha lasciato come dedica su una sua pubblicazione in lingua spagnola. Il contenuto riguarda una mia citazione che negli anni di studio, prima o poi in molti hanno ascoltato nella mia aula:



Un buen sastre es el que es capaz de medir, cortar y coser las prendas de vestir de quienes acuden a él. Ser profesor supone el mismo esmero y la misma dedicación: tus alumnos siempre necesitarán una enseñanza a la medida.

(Un buon sarto è colui che sa misurare, tagliare e cucire gli abiti per le persone che si rivolgono a lui. Essere professore richiede la stessa cura e la stessa dedizione: ai tuoi alunni servirà sempre un insegnamento su misura).

Riccardo Peruzzi